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La
Sardegna riserva ai suoi visitatori
qualcosa di difficile da definire
e descrivere a parole ma che
si avverte nel venire a contatto
con una terra antica, ricca
di storia che ha influenzato
la cultura e l'arte isolana.
Un viaggiatore attento non può
non avvertire la specificità
dell'ambiente e della natura
aspra del territorio cui fa
da contrappeso la ricchezza
e varietà di monumenti
artistici che abbracciano un
arco di tempo molto ampio dal
preistorico al punico, al romano,
al paleocristiano, al romanico
sino ai giorni nostri. I monumenti
della storia più antica
dell'isola dominano il paesaggio
rurale, fuori dei centri abitati.
Monumento peculiare della Sardegna,
ancora avvolto nel mistero delle
origini del popolo che lo costruì
ed abitò, è il
nuraghe: una torre a tronco
di cono innalzata (in certi
casi sin oltre 20 metn) con
file concentriche di grandi
massi tenuti insieme senza nessuna
malta cementizia. In Sardegna
se ne contano circa 7000. Sfilano
agli occhi del visitatore lungo
i crinali delle colline e svenano
su brevi alture facendo dell'isola
il più grande museo a
cielo aperto del mondo. Altri
monumenti testimoniano i primi
millenni di storia isolana:
le "domus de janas"
("case delle fate":
in realtà piccole tombe
scavate nella roccia), le "tombe
dei giganti" (costruite
con pietre così grandi
che la credenza popolare le
credette erette, appunto, da
un popolo di giganti), dolmen
e menhirs.
Le tracce dei Fenici e dei Cartaginesi
sono più difficili da
individuarsi. Esse aspettano
infatti di essere scoperte sotto
le città moderne, come
per esempio a Olbia, a Santa
Giusta, a Sant'Antioco o anche
a Cagliari dove, nel quartiere
di S. Avendrace, si sono pervenute
le più antiche tracce
finora note dei Fenici di Karalis.
La città fenicia per
eccellenza è tuttavia
Tharros dove sono state portate
alla luce diverse costruzioni
tra cui un grande edificio eretto
tra il IV e il III secolo a.C.
che costituisce il più
importante tempio punico del
Mediterraneo.
Anche la civiltà romana
ha lasciato la sua impronta:
nel sud dell'isola, a Tharros
e Nora, sono tornate alla luce
le vie, gli edifici e i templi
delle città puniche "rifatte"
dai Romani. Sotto la dominazione
di Augusto sorsero templi, acquedotti,
terme, anfiteatri; le strade
furono ristrutturate e munite
di pietre miliari; in campagna
si innalzarono ville rustiche
spesso sontuose.
L'ultima grande orma della storia
sono le grandi cattedrali romaniche,
costruite tra il 1100 e 1300,
nel severo stile romanico-pisano
che, in Sardegna, ha lasciato
alcuni dei suoi monumenti più
belli.
La regione si presenta dunque
come un meraviglioso patrimonio
di beni ambientali, di cultura
e di arte popolare, di tradizioni
etnomusicali, di poesie e di
letteratura in lingua sarda,
di musei, biblioteche e pinacoteche
ricche di cimeli del passato,
di raccolte etnografiche e di
produzioni artigianali di gran
pregio, di chiese sontuose ricche
di memorie, di monumenti archeologici,
architettonici ed artistici
di epoche diverse: mura, torri,
castelli, bastioni, palazzi,
fortificazioni litoranee e persino
foreste pietrificate.
Fonte
(Esit)
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