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PICCOLA GUIDA ALLA CANOA IN SARDEGNA

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DA ALGHERO ALL'ARGENTIERA

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "da Capo Caccia a Castelsardo e Isola Asinara". Lunghezza del percorso: 22 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: se, per timidezza, vi mancasse la sufficiente disinvoltura per imbarcarvi in porto, trafficando con i vostri kayak, fagotti e fagottini sul lungomare della città catalana guardato dalla Torre del Sulis, non mancano, poco più a nord, sulla comoda sabbia dello stagno di Calich chances di imbarchi meno plateali. Dal giorno prima un' auto, naturalmente priva di autista, aspetterà per voi nella notte popolata di fantasmi del villaggio minerario abbandonato dell'Argentiera. Campeggio: campeggi organizzati sono presenti ad Alghero, uno dei quali sulle sponde dello stagno di Calich da cui prende il nome, ed a Torre del Porticciolo, 21 chilometri più a nord della cittadina nostra base di partenza. Precauzioni: tutto si riduce nell'azzeccare il periodo dell'anno adatto: piena estate o "Secche di Gennaio" e nell' affrontare la lunga pagaiata potendo ricorrere a quel surplus di risorse psicofisiche patrimonio del canoista allenato stante la lunghezza dell'escursione.

IL LAGO OMODEO

Carte:I.G.M. carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0206 quadrante Il orientamento 5 E. Busachi, foglio n. 0206 quadrante Il orientamento N.E. Ghilarza, foglio n. 0207 quadrante III orientamento N.O. Salto di Loche-le. Lunghezza del percorso: 32 km (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: S.S.131 fino a Paulilatino quindi si attraversa il paese seguendo i cartelli che indicano la diga. Giunti alla diga dopo aver lasciato sulla sinistra la strada per la località di Santa Chiara si prosegue per Tadasùni e Ghilarza. Su questa strada che costeggia il lago, a meno di 100 metri dalla diga, sulla destra, si imbocca una ripida discesa non asfaltata che porta alla riva del lago; qui si possono lasciare le auto e ci si può imbarcare, lo sbarco avverrà nello stesso punto. Campeggio: le sponde della parte superiore del lago sono pianeggianti e si prestano maggiormente di quelle a sud del ponte di Tadasuni al campeggio libero. Campeggi organizzati sono presenti ad Arborea in località S'Ena Arrubia ed in agro di Narbolia nella grande pineta di is Arenas. Prccauzioni: poligono militare in riva all'altezza del paese di Bidoni; situato in corrispondenza di un boschetto di eucaliptus è particolarmente evidente sulla sponda brulla: passati sotto il ponte di Tadasuni, puntare decisamente a sinistra verso il paese di Soddì e lo sbocco nel lago del rio Siddo.

IL LAGO DI GUSANAcanu_Image1

Carte:I.G.M. carta d'italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0207 quadrante Il orientamento N.O. Fonni, foglio n. 0207 quadrante III orientamento N.E. Gavoi. Lunghezza del percorso: lì km (giro del lago). Imbarco e sbarco: percorrendo la S.S. 128, 10 km circa dopo il paese di Ovodda appare il lago: la strada lo contorna e dopo il ponte sul rio Aratu è possibile imbarcarsi in diverse spiaggette della riva orientale. La prima la incontriamo sulla piccola penisola che divide lo sbocco del rio Aratu dal lago vero e proprio. Alto sugli alberi della penisola troviamo l'edificio dell'Hotel Taloro, una strada bianca al di sotto dell'albergo conduce alla spiaggia che utilizzeremo per imbarco e sbarco; le auto possono essere lasciare nei paraggi sotto i lecci. Campeggio: possibilità di attendarsi in riva al lago massimamente sulla sponda orientale. Gli epicurei possono alloggiare negli alberghi della zona gustandone l'ottima cucina. Precauzioni: piccolo bacino privo di difficoltà. D' inverno la possibile presenza della neve accentua la sensazione di Grande Nord.

DALLA CAPITANERIA DI S. ANTIOCO A COA 'E QUADDUS

Carte: carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "da Capo Spartivento all' Isola San Pietro". Lunghezza del percorso: 5 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: ci si imbarca di fronte al bicromo edificio della Capitaneria di Sant'Antioco descritta nell'itinerario che si sviluppa lungo il golfo di Palmàs dopo aver lasciato l'auto del recupero sulla strada asfaltata che conduce alla spiaggia di Coa 'e Quaddus sulla costa est dell'isola peraltro segnalata da evidenti cartelli. Campeggio: campeggi sono situati sull'isola stessa e sulla costa prospiciente in località Porto Pino. Precauzioni: passeggiata spensierata di circa 2 ore di cui un buon tratto si fa a ridosso di una bassa falesia calcarea che protegge dal nordico maestrale. Come la maggior parte delle coste sarde a notevole afflusso turistico, d'estate, si è molestafi olfattivamente ed acusticamente dal viavai dei gommoni e degli altri natanfi più recenti dei nostri kayak vecchi di 4.000 anni.

DA FONTAMARE ALLA TORRE DI PORTOSCUSO

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "da Capo Spartivento all'isola San Pietro". Lunghezza del percorso: 14 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: viaggiando sulla statale che da Cagliari porta ad Iglesias si lasciano sulla destra il grosso centro e la miniera di Monteponi e si prende, alcuni km dopo a destra, la deviazione per Fontanamare, sterminato arenile noto ai praticanti del surf con canoa e con tavola per le onde che forma il maestrale quando il mare "sente" i bassi fondali poco lontani del bagnasciuga. Campeggio: ricchezza di luoghi ideali per piazzare la tenda per una notte; per campeggi più lunghi ci si può indirizzare ai camping di Sant'Antioco e Porto Pino. Precauzioni: il maestrale che spazza il Mar di Sardegna arriva liberamente su questa costa creando frangenti che impensieriscono anche i kayakisti provetti; si consiglia di compiere l'itinerario d'estate dopo aver consultato i bollettini metereologici; può accadere, persino nel mese di luglio, che in una giornata incantata una nebbia fitta ovatti il vociare dei bagnanti sulla spiaggia e veli di grigio tutti gli oggetti mentre il mare lungo culla le canoe.

DA BUGGERRU A MASUA

Carte:carta dell'istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "dall'isola San Pietro a Capo San Marco". Lunghezza del percorso: li miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: seguiamo la S.S. 130 fino ad Iglesias che attraversiamo quindi si prosegue per Fluminimaggiore. Superato quest'ultimo paese, a circa km I, sulla sinistra, troviamo la deviazione per Buggerru. Ci si imbarca nel porto dove si trova un ottimo scivolo. Le auto si possono lasciare nell' area del porto stesso. Campeggio: possiamo utilizzare i campeggi organizzati di Sant'Antioco e Porto Pino. Precauzioni: fatta eccezione per l'insenatura di Cala Domestica, la costa è una falesia calcarea ininterrotta ed inutilizzabile per sbarchi di fortuna. Si consiglia l'itinerario a canoisti esperti muniti di pagaie di scorta e padroni dell'eschimo. D'estate la zona è dominata dal maestrale, d'inverso si possono presentare venti improvvisi da sud anche quando ci si imbarca a Buggerru con calma piatta. In caso di vento, pagaiare lontano dalla scogliera ai piedi della quale raffiche imprevedibili, provenienti da rilievi e valli, possono sbilanciarvi o strapparvi la pagaia.

DA MARINA DI ARBUS A PUNTA S'ASCHIVONI

Carte:carta dell'istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "dall'isola San Pietro a Capo San Marco". Lunghezza del percorso: 15 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: dal grosso paese montano di Arbus si prende la strada che conduce a Montevecchio, borgo minerario in estinzione. Qui pervenuti, seguiamo la direzione per Marina di Arbus ed attraversiamo un affascinante e deserto da uomini entroterra dove la macchia bassa e le desolate cime fanno da degna premessa ad una pagaiata fuori dall'ordinario. Giunti in località Gutturu Flumini (cartello indicatore) ci si può imbarcare sfruttando le basse piattaforme ricoperte d'alghe ovvero la rara sabbia per un imbarco "en phoque" ovvero a mò di foca. Campeggio: un campeggio organizzato è presente ad Arborea; per i patiti della tenda dove capita spiagge di oceaniche dimensioni. Precauzioni: raccomandiamo il rinvio della pagaiata a giorni più sereni se il maestrale comincia a diventare prepotente; consigliamo solo agli stomaci forti la visione degli scempi edilizi di Torre dei Corsari e Pistis.

LA LAGUNA DI CABRAS

Carte:I.G.M. carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0217 quadrante IV orientamento N.O. Cabras. Lunghezza del percorso: 21 km (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: S.S. 131 fino a Santa Giusta ad Oristano che attraversiamo; superata la cittadina incontriamo quindi, a sinistra, la deviazione per Cabras: davanti a noi il santuario secentesco della Madonna del Rimedio. Nell'esteso abitato di Cabras seguiamo i cartelli per Tharros ed, all' uscità del paese, appare la riva meridionale dello stagno. Prima che la strada si allontani dall' acqua siavista la torre detta del poflo preceduta da alcune case semi diroccate. Raggiungiamo tritinite una strada bianca molto breve i ruderi alla base dei quali parcheggiamo le auto e ci imbarchiamo. Campeggio: campeggi organizzati ad Arborea e Narbolia. Per i campeggiatori delle rive notti contese alle zanzare. Precauzioni: nessun pericolo strettamente collegato alle caratterisuche geografiche o climatiche dello specchio d'acqua; si raccomanda comunque di prestare aflenzione alle attrezzature da pesca disseminate nella laguna. Le stagioni più indicate per la visita sono la primavera o meglio ancora l'inverno dal momento che in questa stagione sono presenti in gran quantità specie ornitiche migratrici, rare e multicolori e soprattutto sono assenti le fameliche ed impudenti zanzare che sono sicuramente le più fasfidiose di tutta la Sardegna.

LA LAGUNA DI SANTA GILLA

Carte:I.G.M. Carta d'italia alla scala 1 : 25.000 foglio n. 0234 quadrante IV orientamento 8.0. Capoterra, foglio n. 0234 quadrante IV orientamento S.E. Cagliari, foglio n. 0234 quadrante IV orientamento N.O. Assemini. Lunghezza del percorso: 17 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: ci si imbarca nel porto di Cagliari di fronte alla Società Canottieri Ichnusa in Calata dei Trinitari non distanti dal nuovo molo di levante e si sbarca nel medesimo luogo: qui è presente un pontile galleggiante per gli imbarchi degli atleti che servirà anche noi. Campeggio: campeggi organizzati a Santa Margherita, Pula e Capitana. Sconsigliabile piazzare i sacchi a pelo tra i containers del porto! Precauzioni: si raccomanda di attraversare velocemente, sfiorando i moli, lo spazio portuale a scanso di "tete a tete" con rimorchiatori dall' alta prua che non vi noterebbero mentre veloci ed indifferenti fendono l'acqua torbida. Nella parte settentrionale della laguna sono presenti banchi di lattuga marina nell'acqua bassa che invitano a pagaiarci sopra ma le alghe, avvilupandosi alle vostre pagaie, potrebbero sbilaciarvi: meglio limitarsi a contemplarli. Nella laguna non è affatto straordinario incappare in sabbie mobili per cui saggiate con la pagaia i terreni che vi accingete a calpestare.

IL FIUME COGHINAS

Carte:I.G.M. carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0181 quadrante IV orientamento S.0. Bortigiadas, foglio n. 0181 quadrante III orientamento N.O. Coghinas. Lunghezza del percorso: 9km . Imbarco e sbarco: dal ponte della strada Ploaghe-Tempio si scorge un nastro d'asfalto, non largo, che costeggia la riva sinistra del fiume; lo raggiungiamo tramite una deviazione sulla destra all' inizio del ponte; percorriamo la strada che diventa sterrata e cogliamo l'occasione per osservare un mortale sbarramento artificiale quindi passiamo attraverso un cancello e poi un'altro, più rustico, sempre in vista del fiume fino a che una spiaggia di sabbia e ciottoli bianchi che occupa un meandro ci invità a fermarci; dal bastione granitico che la sovrasta, percorso nelle viscere da unà condotta forzata, l'acqua sgorga potente rinsanguando il fiume che a monte è costituito da pozze d'acqua stagnante a malapena comunicanti. Possiamo lasciare l'auto qui ed il ritorno lo potremo compiere a piedi, appena un'ora a passo tranquillo, unendo all'esercizio delle braccia quello degli arti inferiori. Campeggio: libero tra le mandrie di bovini nelle vaste radure delle sponde. Precauzioni: unici pericoli in questo largo fiume d'acqua sono il terrificante scivolo artificiale a metà discesa e, poco sotto, un ponticello con la base sifonata che nessun canoista sano di mente si azzarderebbe ad affrontare.

IL FIUME TEMO

Carte:I.G.M. carta d'italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0206 quadrante IV orientamento N.O. Bosa. Lunghezza del percorso: 8 ha". Imbarco e sbarco: percorriamo in auto la sterrata che da Bosa costeggia la riva destra del fiume fino alla diga di Monte Crispu. Le canoe verranno portate in spalla per un provvidenziale ma scomodo sentiero che, poco prima di giungere alla diga, si stacca dalla sterrata principale per discendere alla riva sassosa dove ci si imbarca agevolmente L'auto del recupero la si lascia di fronte a Sas Conzas (le antiche concerie) sulla riva sirùstra appena superato il primo ponte cittadino che incontreremo nella discesa. Campeggio: campeggi organizzati ad Algheio e Narbolia. Possibilità di attendarsi nei pascoli alberafi che digradano verso il fiume. Precauzioni: in dipendenza della portata del fiume, nel terzo superiore, un pomicello in cemento armato può avere scoperti i tubi di calibro notevole che ne traforano la base e che diventano infidi sifoni. Il livello dell'acqua non altissimo può, inoltre, far affiorare in diversi tratti della discesa i basamenti di cemento di ponti che non hanno più la copertra, portata via dalle piene; li superiamo con la pagaia parallela allo scafo scivolando tra i piloni.

DA CAGLIARI A NORA

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Capo Carbonara a Capo Spartivento". Lunghezza del percorso: 16 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: l'imbarco si effettua nel porto di Cagliari dal comodo pontile galleggiante della Canottieri Ichnusa a cui si accenna anche in un altro itinerario. Si sbarca sulla spiaggia situata ad oriente rispetto alla penisola che accoglie le rovine della città punica di Nora. Una macchina lasciata in precedenza o degli amici pazienti ed amanti del mare ci attenderanno alla fine della nostra fatica. Campeggio: campeggi organizzati a Teulada, Chia, Pula e Santa Margherita. Precauzioni: itinerario consigliato ai più preparati fisicamente per la lunghezza. A poche decine di metri dalla riva di Villa d'Orri alcuni bassi fondi creano imprevisti frangenti anche se il mare è piatto come l'olio. Nel costeggiare gli stabilimenti industriali di Sarroch si raccomanda di affrettare la pagaiata al fine di evitare spiacevoli discussioni riguardo la vostra presenza in quei paraggi.

DAL PORTO DI CAGLIARI A MARINA PICCOLA

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Capo Carbonara a Capo Spartivento". Lunghezza del percorso: 10 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: ci si imbarca dal pontile galleggiante della Società Canottieri Ichnusa dentro il porto di Cagliari in Calata dei Trinitari, pontile che peraltro utilizziamo per altre escursioni a partenza da Cagliari descritte nella guida. Le auto si lasciano nei parcheggi antistanti i locali della società. Campeggio: ci si può servire del campeggio di Capitana sulla litoranea per Villasimius. I cagliaritani, naturalmente, ben si guardano dal considerare Capo Sant'Elia sito adatto ad attendarsi ai fini di evitare imbarazzanti incontri con le coppiette che ne prendono possesso all'imbrunire o peggio con la fauna che qualche volta le accompagna. Precauzioni: variata escursione in una piccola wilderness intra moenia; pagaiata domenicale di tutto riposto, godibilissima; attenzione alle maestralate invernali che creano onde riflesse ed il cosiddetto, con termine inglese, "confused sea" (mare confuso) lungo il versante portuale del molo di levante. Ai pagaiatori inesperti, ancora pavidi ed emotivi, prospettare la possibilità di un incontro con i vivaci delfini che spesso nuotano nel porto o poco fuori da esso di modo che non li confondano con squali bianchi in cerca di carne in scatola.

IL GOLFO DI PALMAS

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "da Capo Spartivento all'Isola San Pietro". Lunghezza del percorso: 11 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: viaggiando sulla strada che corre sull'istmo di Sant' Antioco e costeggia le vaste saline annesse allo stagno di Santa Caterina si scorge, prima del porto della cittadina, sulla sinistra, un edificio turrito bianco e nero: la Capitaneria. Di fronte alla Capitaneria si diparte dalla strada principale una stradina secondaria che separa a meridione lo stagno dal mare: qui ogni punto è buono per l'imbarco. Avremo avuto l'accortezza di lasciare un'auto a Porto Pino. Campeggio: zona inadatta al campeggio libero. Si possono utilizzare i campeggi a Sant' Antioco nella località dall'igienico nome di Cala Sapone ed a Porto Pino. Precauzioni: attenti al maestrale che, rinforzando troppo, potrebbe trasformare una Wagneriana cavalcata col mare in poppa in un disperato tentativo di acchiappare una spiaggia prima di lasciarsi alle spalle Capo Teulada e la Sardegna.

S. ANTIOCO: DALLO SCOGLIO MANGIABARCHE A CANNAI

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mediterraneo Occidentale-Sardegna "da Capo Spartivento all' Isola San Pietro". Lunghezza del percorso: 10,5 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: partiti da Calasetta, all'estremità settentrionale di Sant' Antioco, si percorre la strada che discende lungo la costa occidentale; a tre chilometri dal centro abitato essa incontra una spiaggia chiusa a meridione da una piccola penisola. Dirimpetto alla penisola affiora lo Scoglio Mangiabarche con il suo faro. Ci si imbarca dall'arenile dopo aver lasciato l'auto del recupero allo spiaggione di Torre Cannai. Campeggio: campeggio organizzati sono presenti a Sant'Antioco e Porto Pino. I più spartani troveranno difficoltà a campeggiare sotto la falesia. Precauzioni: venti invernali improvvisi da sud talvolta sconsigliano la prosecuzione del viaggio; si suggerisce quindi di volgere la prua a nord e sfruttare il vento per l'andatura di surf prima che rinforzi troppo mentre si discende la costa. Il maestrale, in genere, non costituisce un grosso impedimento per canoisti con buona padronanza dell'imbarcazione.

IL LAGO DEL COGHINAS

Carte:I.G.M. carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0181 quadrante III orientamento N.O. Coghinas, foglio n. 0181 quadrante III orientamento N.E. Berchidda, foglio n. 0181 quadrante III orientamento S.O. Tula. Lunghezza del percorso: 15 km (solo andata). Imbarco e sbarco: si segue la 5.5. 131 fino alla deviazione per Oschiri; si percorre la cosiddetta "strada delle cattedrali" che porta ad Oschiri sfiorando i capolavori del Romanico in Sardegna per giungere alla diramazione che conduce a Tula che si prende a sinistra. Si attraversa il piccolo paese e 5 km dopo, sulla destra, si incontra dopo un ponte, una strada bianca in ottime condizioni che porta al centro velico affacciato in riva al lago. La strada peggiora fino ad essere percorribile in un solo senso; quando siamo in vista della diga, cerchiamo di piazzare le auto su qualche slargo della sconnessa circumlacule. Se il livello dell'acqua consente la pagaiata fino al ponte della strada per Thla, presso la cantoniera Bulvaris, si può lasciare fl un'auto per evitare di percorrere il lago a ritroso fino alla diga. Campeggio: possibilità infinite di campeggio libero nelle radure che si aprono nella superba sughereta che riveste pressoché totalmente le sponde del bacino. Precauzioni: nessun problema per i canoisti di ogni livello tenendo conto che il maestrale frequente in queste regioni, nel tragitto descritto sospinge verso il sito di sbarco.

IL LAGO DEL MEDIO FLUMENDOSA

Carte:I.G.M. carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0218 quadrante Il orientamento N.O. Sadali, foglio n. 0218 quadrante Il orientamento S.O. Nurri, foglio n. 0226 quadrante I orientamento N.O. Lago di Mulargia. Lunghezza del percorso: 30 km (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: seguiamo la S.S.128 fino alla cantoniera di Santa Lucia nei t'ressi del paese di Serri, qui si abbandona la 5.5. 128 per la diramazione che porta in Ogliastra passando per Seui; si percorre quest'ultima fino al ponte del Flumendosa che si trova sotto il paese di Villanova Tulo. Dopo il ponte, alcune stradine in terra battuta si staccano a destra dell'asfalto e recano in riva al lago. Infinite possibilità di parcheggio e di imbarco. Campeggio: gli amanti della tenda sui prati all'inglese saranno piacevolmente sorpresi; attenzione piuttosto al concime naturale del manto erboso prodotto dalle pecore ed ubiquitario. Precauzioni: come in tutti i bacini artificiali sardi le ampie variazioni del livello dell'acqua, particolarniente negli anni di siccità, possono vanificare il vostro desiderio di percorrere il Flumendosa con i kayak marini. L'escursione può diventare molto impegnativa in presenza di vento tenendo conto che le rive per oltre i due terzi inferiori sono scoscese ed inadatte agli sbarchi.

IL LAGO MULARGIA

Carte:I.6.M. carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0226 quadrante I orientamento N.O. Lago Mulargia, foglio n. 0226 quadrante IV orientamento N.E. Mandas. Lunghezza del percorso: 18 km (giro del lago). Imbarco e sbarco: S.S.131 fino a Monastir dove si prende per Senorbì che si attraversa, si prosegue per Suelli e qui si gira a destra per Sisini e Siurgus Donigala; percorrendo la strada principale del paese di Siurgus Donigala a destra, a metà circa del paese, non indicata da cartelli si trova una strada secondaria asfaltata che conduce allago. La strada si slarga, nella parte terminale, in una piazzuola ampia dove si lasciano le maccbine e da cui ci si imbarca; lo sbarco dopo l'esplorazione completa delle rive del lago comodamente sarà a pochi metri dalle auto. Campeggio: le rive sono poco adatte al campeggio libero, si può essere tentati dal piazzare le tende su qualche isolotto meno scosceso degli altri. Campeggi organizzati si trovano sulla costa orientale, non lontanissima dal lago. Precauzioni: nelle giornate ventose si formano onde discrete e la presenza di raffiche forti ed imprevedibili ne consigliano la navigazione solo agli esperti. D'inverno la nebbia che dura fino a mattina inoltrata

DA MARINA DI GAIRO A MELISENDA

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Capo di Monte Santu a Capo Carbonara". Lunghezza del percorso: 8 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: si percorre la S.S.125fino al bivio per Cardedu dove si svolta per proseguire a sud per Marina di Gairo avendo costantemente sulla destra la mole vulcanica del Monte Ferru di Tertenia con le sue selvagge forre boscose. Si giunge, dopo numerose curve, al campeggio di Coccorocci il cui inserimento nell' ambiente naturale è raro ed encomiabile. Le auto si lasciano tra gli alti cespugli di lentischio ai lati della sterrata che abbiamo appena percorso. Ci imbarchiamo dalla spiaggia del campeggio tutta costituita da ciottoli levigati, caso non frequente in Sardegna. Nello stesso punto sbarcheremo al rientro da Melisenda. Campeggio: al campeggio di Coccorrocci si trova posto anche in piena estate ed è aperto tutto l'anno. Precauzioni: itinerario breve e ridossato dal maestrale, sconsigliabile tuttavia durante le forti maestralate invernali per la presenza di potenti, imprevedibili raffiche che vengono giù dai valloni del Monte Ferru.

DA PORTO SANTORU A PORTO CORALLO

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Capo di Monte Santu a Capo Carbonara". Lunghezza del percorso: 12 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: seguiamo la S.S.125fino al paese di Tertenia, primo paese d'Ogliastra che si incontra venendo da Cagliari; prendiamo a destra, in vista del paese, la panoramica deviazione per Marina di Tertenia; dopo lunghi tornanti la strada si biforca: noi scegliamo la direzione destra per Porto Santoru. Incontriamo alcune finte case coloniche, leggi villette, poi la sterrata che stiamo percorrendo rasenta, a sinistra, un boschetto artificiale di pini con eucalipti in filari ai lati che giunge in riva dove apprezzeremo un provvidenziale scivolo in cemento per l'imbarco. L'auto del recupero ci aspetterà nel recinto portuale di Porto Corallo. Campeggio: questo tratto di costa orientale abbonda di campeggi organizzati, esiste solo l'imbarazzo della scelta. Campeggi sono presenti a Barisardo, Marina di Gairo, Muravera e Villaputzu. Precauzioni: itinerario difeso dal vento di nord-ovest da colline e basse montagne. Il maestrale può diventare insidioso in corrispondenza dell'ampio, aperto spiaggione di Quirra. Qualche attenzione va prestata ai numerosi scogli affioranti prima che le nostre beate meditazioni si interrompano, all'improvviso, per il cozzare della chiglia sull'aspro granito appena addolcito dalle fluttuanti piante di padina pavonia che gli stanno aggrappate.

DALLA SPIAGGIA DEL RISO A PUNTA MOLENTIS

Carte:carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Capo Carbonara a Capo Spartivento". Lunghezza del percorso: 12 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: seguiamo la strada costiera per Villasimius dove 1,5 km prima del paese, sulla destra, appare un cartello che indica la direzione per la Spiaggia del Riso e l'omonimo camping; la strada termina con una piazzuola asfaltata che sovrasta la spiaggia così appellata dall'aspetto dei grani di sabbia regolari e bianco-lucenti come i chicchi del cereale in questione. Le auto si parcheggiano comodamente nella piazzuola, vuota d'inverno, stagione nella quale solitamente consigliamo di effettuare questa breve escursione. Campeggio: nei mesi estivi ci si appoggia all'ottimo campeggio presso il punto d'imbarco. In inverno liberi arenili per i meno freddolosi. Precauzioni: la penisola che costeggiamo offre ridosso in dipendenza del tratto che stiamo percorrendo e del quadrante di provenienza del vento; il riparo viene tuttavia a mancare nelle fasi successive della pagaiata quando il capo viene doppiato e ci si trova esposti alla furia di Eolo. D'inverno ci siamo imbattuti sovente in venti meridionali che abbiamo sfruttato per il ritorno alle auto grazie alla loro generosa azione di spinta sulla poppa delle barche.

DA CALA GINEPRO A CALA GONONE

Carte: carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Olbia a Capo di Monte Santu". Lunghezza del percorso: 12 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: dopo aver seguito il ramo di Carlo Felice denominato Abbasanta-Nuoro fino a Siniscola, si dirigono le auto all'insediamento turistico di Santa Lucia e si procede a sud attraversando l'asciutta, selvaggia regione di Montes de Mare, brulli rilievi che ci fanno perdere la vista del Tirreno: la gariga profumata dall'mula viscosa ed il volo dei multicolori gruccioni ci parlano di siccità da Sahel; i cartelli indicativi di Cala Ginepro ci portano ad uno dei tanti tratti di costa sarda impacchettati con immaginifiche quando ridicole denominazioni: i ginepri sono circondati dal cemento, relegati su dune inedificabili. A Cala Ginepro lasciamo un'auto, l'altra avremo provveduto a lasciarla nel porto di Cala Gonone, nostra destinazione. Campeggio: le caratteristiche morfologiche e paesaggistiche dei litorali presso i quali si sviluppa l'itinerario: spiagge sabbiose, pinete, rive di sassi con vegetazione retrostante, stimolano la fantasia riguardo il pernottamento. Un campeggio organizzato è presente a 9 chilometri da Orosei in un luogo che, evidentemente, è valso al campeggio la poetica, vegetale denominazione: Gli Ontani (Sos Alinos). Precauzioni: costa ricca di approdi per la presenza di estesi arenili e quindi meno impegnativa al confronto della porzione merj dio' nale di golfo che costituisce altro itinerario. Si consiglia tuttavia attenzione in particolar modo ai venti orientali.

DA CALA GONONE A SANTA MARIA NAVARRESE

Carte:carte dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna "da Olbia aCapo di Monte Santu" e da "Capo di Monte Santu a Capo Carbonara". Lunghezza del percorso: 20 miglia (solo andata). Imbarco e sbarco: per chi non volesse sobbarcarsi la sinuosa e panoramica Orientale Sarda è più rapido imboccare la diramazione della Carlo Felice detta Abbasanta-Nuoro ed, all'altezza di Nuoro, dirigersi verso il Capoluogo barbaricino e quindi a Dorgali di cui la località turistica di Cala Gonone è frazione. Giunti a Dorgali si percorre la S.S.125 verso sud fiancheggiando il Monte Bardia che protegge il paese dai venti del Tirreno e che è traforato da una galleria che immette sul suo versante orientale ai piedi del quale si trova il porticciolo di Cala Gonone. La macchina del recupero la si lascia a Santa Maria Navarrese, paese d'Ogliastra celebre per i centenari, colossali olivi, tra i più antichi d'Europa e per la chiesetta fatta edificare, si dice, dalla Regina di Navarra salvata da un naufragio nel lungo, infausto, periodo della dominazione iberica. Campeggio: ilcampeggio libero deve essere prerogativa di canoisti che, con maniacale attenzione, non devono lasciar traccia del proprio passaggio; viceversa i più comodi utilizzino il campeggio di Cala Sisine miracolosamente integrato tra gli oleandri tanto da non essere visibile se non sbattendoci contro. Precauzioni: l'escursione, effettuata in un solo giorno, è indicata per pagaiatori allenati; se ne raccomanda la scomposizione in tappe agli altri allo scopo anche di centellinare le bellezze di questo tempio della natura. Prestate attenzione ai bollettini metereologici e rimandate tutto se parlano di venti provenienti dai quadranti orientali, particolarmente d'inverno. Il va e vieni dei gommoni, d'estate, spesso condoni da inesperti, consiglia massima prudenza.

LE ISOLE DI SPARGI, BUDELLI, SANTA MARIA E RAZZOLI

Carte: carta dell'istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Mediterraneo-Sardegna "da Casteisardo a Olbia e Bocche di Bonifacio". Lunghezza del percorso: 20 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco' il riparato golfo di Porto Pollo nella Gai lura Settentrionale presenta ad occidente una piccola penisola, 1 Isuledda, che, a base sottile quasi lo stelo di un calice, si allarga poi slanciandosi a settentrione verso l'isola di Spargi Questa penisola, sede di un campeggio organizzato, richiama gli appassionati di windsurf di tutta Europa che qui convergono poiché la lingua di terra dell'istmo fa sì che si disponga di due differenti tipi di mare in dipendenza del vento dominante. Noi ci imbarchiamo ad oriente rispetto all' Isuledda in uno spazioso arenile nelle piazzole asfaltate a ridosso della sabbia parcheggiamo le auto. Campeggio: ci si può attendare nell ottimo campeggio sito sulla penisoletta. Per una notte, i più romantici e meno reumatici, potrebbero piazzare la tenda sulla sabba rossa delle isole curando, al mattino, che nemmeno le buche lasciate dai picchetti delle tende ricordino il nostro passaggio. Precauzioni: raccomandiamo vivamente di pagaiare il più possibile sotto costa per motivi legali più che di effettiva sicurezza, in realtà le leggi italiane misconoscono le capacità delle canoe marine: in Gran Bretagna, per esempio, non esiste nessun tipo di limitazione all'utilizzo delle medesime purche fornite di tutto quanto è necessario per il proprio e l'altrui soccorso. Visitate questi posti di primavera ed autunno, nei giorni meno ventosi, ed avrete modo di non stressarvi a causa dei veri dominatori dell'estate: i marinai a motore.

DA CANNIGIONE A PORTISCO

Carte: carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000 Mare Mediterraneo-Sardegna "da Castelsardo ad Olbia e Bocche di Bonifacio". Lunghezza del percorso: 27 miglia (andata e ritorno). Imbarco e sbarco: l'imbarco e lo sbarco avverranno, poco a nord di Cannigione, sulla spiaggiola del centro velico situato in fondo al fiordo di Arzachena, profondo golfo il cui aspetto è reso più lacustre dalla mole granitica dell'isola di Caprera che sembra chiuderlo a settentrione. Campeggio: la Gallura non manca di campeggi organizzati. Spostandoci da sud a nord ne incontriamo uno a Cugnana, nel golfo omonimo, quindi il Camping di Cannigione, disposto in pittoresca posizione sulle pendici del Monte Occhione giù fino alla pane più interna del Golfo di Arzachena dove questo si frammenta in specchi d'acqua minori abbelliti da scogli ed isolotti. Ben quattro campeggi si trovano nelle vicinanze di Palau. Campeggio libero non proponibile d'estate per la folla, che, a tutte le ore, deambula per gli arenili. Precauzioni: esclusi i giorni in cui il maestrale è talmente forte da portar via anche i pensieri, questo itinerario che si sviluppa lungo cale, spiagge e basse coste rocciose con una galassia di scogli ed isole che lo riparano dal mare aperto, si può percorrere tutto l'anno. Qualche fastidio d'estate lo creano i nocchieri motorizzati che, abbigliati con inappuntabili tenute da lupi di mare, vi scansano all'ultimo minuto movimentandovi la vita con onde contaminate dalle polluzioni di carburante e stomacandovi con l'olezzo degli abbronzanti trasportato dalla calda brezza manna.

IL PERIPLO DI TAVOLARA E MOLARA

Carte: carta dell'Istituto Idrografico della Marina scala 1:100.000
Mare Tirreno-Sardegna "da Olbia a Capo di Monte Santo". Lunghezza del percorso: 19 miglia. Imbarco e sbarco: ci si imbarca a Porto San Paolo, localita costiera gallurese prevalentemente turistica. Le auto si lasciano nel parcheggio dietro la spiaggetta, munita di piccolo porto, che contempla Tavolara. Campeggio: campeggi organizzati a Budoni e San Teodoro, quest ultimo sulla spiaggia bianchissima della Cinta, il cordone di dune che delimita ad oriente l'interessante e scenografico stagno di San Teodoro. Liberi dove la fantasia supportata dalla civiltà ve lo indicheranno. Precauzioni il periodo migliore per questo itinerario come pure per gli altri itinerari galluresi è la primavera quando le orde di motonauti per una stagione non vi asfissiano con l'oleoso fumo dei motori e soprattutto non correte il rischio di beccarveli sulle gengive mentre sfrecciano olimpicamente indifferenti a quanto procede lispinto da muscoli sul pelo dell'acqua. In primavera non è tuttavia raro imbattersi in giornate di maestrale in cui Igli ampi bracci di mare tra un'isola e l'altra si trasforniano repentinamente in nordici Maelstrom e vi accorge-rete che non siete voi a giocare con le onde ma le onde a giocare con voi; evitate queste giornate, peraltro annunciate nei bollettini metereologici, ammenoché non desideriate concludere la gita sull'altra costa del Tirreno.

IL FIUME TIRSO

Carte:I.G.M. carta d'italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0217 quadrante I orientamento NO. Fordongianus, foglio n. 0217 quadrante IV orientamento N.E. Solarussa, foglio n. 0217 quadrante IV orientamento S.E. Oristano. Lunghezza del percorso: 17 km. Imbarco e sbarco: si percorre la S.S. 131 fino alla diramazione per Simaxis che si prende fino al paesello di Ollastra Simaxis da cui una strada locale mena alla dighetta che crea un piccolo invaso a valle del quale avviene l'imbarco. L'auto del recupero ci aspetterà sotto il ponte del Rimedio sull'Oristano-Riola: una strada bianca, sconnessa e ripida discende fin sulla riva del fiume; la si incontra poco prima dell'ingresso di Oristano, sulla destra, provenendo da Riola. Campeggio: campeggi organizzati ad Arborea e Riola. Gradevoli i liberi campeggi in riva e talvolta necessari se si indugia troppo con l'imbarco. Precauzioni: sostanzialmente nessun grosso ostacolo fino al paese di Sili dove uno scivolo artificiale costringe ad un trasbordo omerico sulla destra che richiede l'uso di corde ed una muscolatura dignitosa. Calcolare lunghi tempi di percorrenza dal momento che la vegetazione, in certi punti, associata ai detriti trasportati dalle piene crea muraglie da superare via terra non agevolmente bensì attraverso gineprai di salici e canne popolati da enigmatiche raganelle che assumono il colore predominante dell'habitat in cui vivono.

IL FIUME FLUMENDOSA

Carte:I.G.M.carta d'Italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0218 quadrante IV orientamento S.E. Gadoni, foglio n. 0218 quadrante I orientamento S.O. Seui. Lunghezza delpercorso: 6 km. Imbarco e sbarco: discendendo i tomanti che, da Gadoni, menano al faraonico ponte sul Flumendosa, cattedrale nel deserto che sovrasta il suggestivo, antecedente, Ponte 'e Ferru di uguale funzione ma di impatto ambientale infinitamente minore, prima del viadotto, sulla destra, si imbocca la vecchia strada che conduce in riva al fiume. L'auto del recupero si lascia nel cantiere aperto per la storia infinita della costruzione del mausoleo, nello spazio erboso di fronte al quale il fiume si allarga placido in una piscina in cui si viene sputati dal toboga finale del percorso. Si attraversa ora il piccolo ponte di ferro talvolta sfiorato dall' acqua di piena; si risale fino alla strada nuova dove sbuchiamo dopo il viadotto. Procedendo in direzione Seulo, dopo poco, sulla destra, compare il cartello che indica Norcui. Si prende, a sinistra, la deviazione per Norcui e si sale per una carrareccia; percorsi 5 chilometri appare un'ovile costruito con la lamiera; si solleva, avendo cura di richiuderio, un cancello di rami e filo metallico oltre il quale inizia un' accidentata sterrata che ci porta al fiume. Quest'ultima è difficile da percorrere in senso inverso soprattutto quando il terreno è imbevuto di pioggia ed il fuoristrada diventa l'asso nella manica per tirar fuori dai guai tutta la carovana. Varcato un secondo cancello, sobrio come il primo, la discesa diventa più ripida per arrestarsi infine a breve distanza dall'acqua. Campeggio: in riva al fiume dove preferite; prima di scivolare tra le braccia di Morfeo tirate bene in secca le barche! Precauzioni: fiume rappresentativo dei corsi d'acqua sardi; fiume di roccia dove i pericoli sia in regime di piena che di secca sono legati alla morfologia del canyon che il torrente attraversa e sono quelli dell'intrappolamento: sifoni, impuntamenti sotto i salti, cravatte e alberi. Si tacco-manda l'uso di canoe corte e di grande volume, quelle da torrente estremo per intenderci, di pagaie di riserva e di ogni equipaggiamento di sicurezza nonché il possesso di una tecnica di discesa e di salvataggio a prova di bomba.

IL RIO OLLASTU /PICOCCA

Carte:I.G.M.carta d'italia alla scala 1:25.000 foglio n. 0227 quadrante III orientamento 8.0. San Priamo, foglio n. 0226 quadrante Il orientamento S.E. Burcei. Lunghezza del percorso: 7,5 km. Imbarco e sbarco: si percorre la S.S. 125 con direzione Muravera fino alla cantoniera di Monte Acuto che troviamo una decina di chilometri prima della frazione di San Priamo; qui, in vista dell'edificio, non ancora varcato il ponte sul rio Cannas, prendiamo a sinistra una sterrata che conduce fino all'imbarco: il punto dove l'Ollastu riceve le acque del Brabaisu. Lo sbarco avviene al ponte sul rio Picocca in corrispondenza del quale l'Orientale devia a sinistra con curva a gomito scavalcando il fiume. Campeggio: campeggio libero da sogno sulle rive del fiume; i più esigenti troveranno abbondanza di campeggi organizzati a Muravera. Precauzioni: fiume stagionale semplice, palestra dei canoisti cagliaritani. La difficoltà media non supera generalmente il terzo grado, in alcuni tratti discretamente lunghi le torbide acque pluviali scorrono tra larghe gallerie di oleandri i cui rami benché flessibili possono disarcionare i canoisti più distratti ed intrappolare le barche in cravatte da cui solo Ercole con un'ottava fatica potrebbe liberarle.

[Source: ESIT]

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